(Italiano) Nessuno tocchi la Fiera

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La Fera ô Luni  di Catania agli inizii del secolo XX.

La Fera ô Luni di Catania agli inizii del secolo XX (dal Web).

Come abbiamo più volte specificato, questo sito non si occupa di attualità. Tuttavia, essendo il nostro primario interesse quello di divulgare l’amore per la cultura catanese – quella autentica – non possiamo esimerci dal ragionare sulla sorte dei nostri beni culturali, anche immateriali, in tempi di Covid-19.

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(Italiano) Chiesa della Rotonda: il nulla contro la Storia.

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12170733_1197683880258668_1988914440_nAi restauri della Chiesa avevo dedicato un articolo ben prima che fossero ultimati, accessibile qui.

Ci fu un tempo in cui, da bambino (oltre 20 anni fa), venivo portato periodicamente dal nonno, tenuto stretto per la manina, tra le sale del Castello Ursino. All’epoca il monumento era in condizioni che definire pessime è poco: il pavimento in finto cotto si sgretolava sotto i piedi, le collezioni esposte si riducevano ad un pugno di reperti ammassati alla rinfusa ed i custodi, che sembravano più degli annoiati guardiani di pietre, se ne stavano appollaiati all’ingresso, sulla destra, dietro un tavolone che sembrava una cattedra scolastica. Continue reading

(Italiano) Le campane di Catania: un concerto lungo 500 anni.

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Uno dei bronzi della Badia di Sant’Agata.

Oggi 19 Marzo 2016 il compositore Lloren Barber eseguirà un grandioso concerto per campane e sirene che coinvolgerà molte delle campane cittadine, religiose e civili. Le campane sono piccoli monumenti di cui spesso non conosciamo nulla, in alcuni casi hanno età superiori ai quattro secoli, e sono resistite ai più impensabili cataclismi, come il Campanone della Cattedrale che fu ripescato, nel 1693, dall’acqua del porto dov’era precipitato in séguito al crollo del colossale campanile della Cattedrale, alto oltre 90 metri. Continue reading

(Italiano) La merda, l’asfalto e Edipo

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Siamo costretti a tornare a trattare fatti di cronaca, con decisione che forse turberà qualcuno, per ribadire il dovere dei catanesi di essere presenti a sé stessi.

Apprendiamo dai quotidiani catanesi della profanazione dell’altare pubblico seicentesco dedicato a Sant’Agata, nel luogo da cui le reliquie salparono verso Costantinopoli, comparso stamane del tutto imbrattato di feci. Appare superfluo e forse inopportuno commentare lo schifo che genera la notizia, e verrebbe quasi da prendere l’esempio dai napoletani, che – a fronte del preteso “declassamento” di San Gennaro – gli dedicarono un memorabile graffito: San Gennà, futtetenne! Si, probabilmente la Giustizia Divina se ne fotte, ma noi no, non possiamo e, per dirla con Pio VII, non dobbiamo fottercene, non dopo che è stata ampiamente dimostrata l’inarrestabile tendenza a demolire la nostra cultura in nome della merda, intesa nel senso figurato di escremento, quale il ciarpame indifferentista diffuso dai varii establishment politico-culturali contemporanei. Continue reading

(Italiano) La bufala dell’asfalto in Cattedrale ed il click-baiting

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La piazzola asfaltata vista da Bing Maps, nella posizione in cui si trova da svariati decenni.

Il nostro sito non costituisce testata giornalistica né si interessa minimamente di cronaca, ma quale spazio virtuale di approfondimento storico-artistico è luogo adatto a discutere i problemi, anche sociali, del rapporto tra la città e i suoi monumenti.

In prossimità delle feste agatine il click-baiting su facebook si scatena: non contenti di aver già diffamato la città più volte attraverso scandali che tali non erano (di cui alcuni sfociati, a torto o a ragione, in procedimenti penali), o di aver ingigantito situazioni prive di qualsivoglia interesse, grazie ad alcuni zelanti cronisti internauti oggi abbiamo scoperto lo “scempio” dell’asfalto sul sagrato della Cattedrale di Catania. Continue reading

(Italiano) I misteri di Santa Maria della Rotonda

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Chiesa della Rotonda – Ingresso.

Un ringraziamento ai sigg. M.° Salvo Domina e Marcello Maugeri per aver concesso l’uso di due immagini presenti nell’articolo (v. didascalie).

La chiesa della Rotonda, da metà Settecento ribattezzata Terme della Rotonda (benché per oltre un millennio ben altra sia stata la sua destinazione d’uso), è probabilmente il monumento più intrigante di Catania, e senza dubbio la sintesi di tutto il processo evolutivo della città, dall’epoca Romano-Imperiale ai bombardamenti della II Guerra Mondiale, da cui scampò miracolosamente. Attualmente la struttura è oggetto di imponenti lavori di scavo e restauro, operazioni che culmineranno – a fine 2015 – con la possibilità di poter leggere le relazioni di nuovi studii sulla sua struttura originale; in attesa di tali attesissimi sviluppi, non è fuori luogo fare il punto della situazione, benché in maniera molto approssimativa, riguardo quel che della Rotonda già si conosce e si apprezza.

Attualmente la chiesetta si presenta con forma sostanzialmente squadrata esternamente, e circolare internamente. Le condizioni non sono buone sia per la vetustà delle murature che per maldestri restauri “recuperativi” operati nell’immediato dopoguerra, quando fu sbancata l’area antistante già occupata dalla chiesa della Cava, letteralmente disintegrata dai bombardamenti alleati. Quel che si vede è, in breve, una sorta di collage incomprensibile e fascinoso di frammenti provenienti da epoche diverse: l’esterno apparentemente d’età imperiale, come le aree circostanti, racchiude un interno che sembra esser stato almeno rimaneggiato (se non del tutto ricostruito) in età bizantina, periodo cui appartengono anche alcuni frammenti di affresco; il resto è frutto di aggiunte posteriori: una merlatura normanna fa il paio con una porta ad ogiva (che potrebbe benissimo essere anche araba, per quanto se ne sappia, ma per alcuni è duecentesca), l’ingresso ed alcuni affreschi risalgono ad epoca successiva (rinascimentale e barocca), alcuni brandelli sono forse più vecchi di circa tre secoli, ed un’aggiunta moderna è costituita da piccole piattaforme ed opere di contenimento che rendono oggi più fruibile la struttura. Continue reading

(Italiano) Il giorno in cui perdemmo il mare: aspirazioni per la Marina di domani.

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Il porto di Catania nel 1860 (Levy-Nerenstein, part.). La porta del Porticello, vicino palazzo Biscari, fu demolita silenziosamente in quegli anni; alcuni frammenti si trovano al Castello Ursino.

Un riconoscimento particolare merita la pagina Facebook Catania sparita,  

da cui provengono le bellissime immagini storiche presenti in questo articolo.

Inauguriamo oggi una nuova sezione di Markaliotru.it, dedicata all’urbanistica. Ovviamente non siamo architetti, né possiamo credere di aver voce in capitolo riguardo gravi problemi di riorganizzazione dello spazio urbano. Però la questione – tutt’altro che piacevole – della mobilitazione popolare contro i folli abbattimenti previsti dal raddoppio degli archi della marina ha da un lato dimostrato la necessità di dare spazio alle proposte della popolazione, e dall’altro di dover ripensare certe folli scelte del passato. Certamente non pretendiamo di tracciare quadri storici completi, né di offrire proposte in toto ragionevoli; ma se – anche con la scusa delle valutazioni dell’impatto economico delle proposte – ci priviamo del diritto a sognare, quel che perdiamo è lo stesso diritto al futuro. Continue reading

(Italiano) La Chiesa dei Minoriti: un tesoro da scoprire

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La chiesa dei Minoriti, dedicata a San Michele Arcangelo, fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 con grande suntuosità, benché oggi sia uno dei monumenti meno considerati della città. Il luogo di culto sorge sulla centralissima via Entnea fra i piazza Università e piazza Stesicoro.

Il Tempio, oltre a contenere le reliquie del Beato Bartolomeo Simorilli (1595-1632), ospita rilevantissime opere d’arte, tra cui un quadro di San Michele Arcangelo, su tavola, del secolo XV, diversi quadri di Guglielmo Borremans (Anversa, 1672 – Palermo, 1744) e di Marcello Leopardi (1750-1795), nonché uno stranissimo crocifisso in marmo, opera dello scultore pontificio Agostino Penna, che per ragioni non comprensibili mostra i piedi del Cristo con un chiodo ciascuno, invece di due. Continue reading

The terrace of the Badia: a window over the city

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Chiesa della Badia di Sant'Agata

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The “Badia di Sant’Agata” (St. Agatha’s Abbey), important monument in front of the Cathedral (Vittorio Emanuele II street), from the great terrace of the dome offers one of the best panoramas over the city, with a 3,00€ ticket. The church was built mainly by Architect Vaccarini, and was opened in 1742. The old stairs are in good conditions, with good light and air circulation, but the last part of them, in spiral form, can be tiring for some people. It will be very interesting, during the visit, a look to the original roof of the structure, built according to sicilian tradition, with “dammusi” (false vault made by wood, gypsum and reeds) and sicilian shingles (coppi siciliani) over the bell tower.

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The spiral stair to the dome.

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Original XVIII cent. “dammusi” (false vault).

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The bell tower.

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The sicilian shingles (coppi siciliani) over the bell tower.

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Piazza Duomo (Duomo square, notice the flag of the Holy See in front of the Cathedral).

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Piazza Università (University square and, in the back, via Crociferi).

St. Francis of Paola square

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«Piazza San Francesco di Paola» is a square named after Saint Francis of Paola, one of the most important saints of Kingdom of Sicily. It is so closely near to the port of Catania that is commonly the first place that an incoming tourist will see. The square is placed at the end of the oldest region of the city, named Civita, probably from the Latin “Civita Episcopi”, that means “the city of the bishop”, or “buildings around the Cathedral”, that is, the latin region of the city during the northman period (XI cent.).

The square changed many times its appearence: the old bastion built during the empire of Charles V (XVI cent.), mostly ruined during the 1693 earthquake, was definetly destroyed at the end of the XIX century, when even the Church of Saint Francis was destroyed by fire (1894). In those times the sea was where now we can see the railway, built during 1860s, and the convent, now totally rebuilt, was quite surrounded by water.

Today the church is a sanctuary for the veneration of Saint Pope John Paul II, of which a relic is stored inside; the Saint visited Catania in 1994, and gave in that occasion some advices to citizens.

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Piazza San Francesco di Paola

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Piazza San Francesco di Paola 37.501983, 15.094335