Sant’Agata: una devozione lunga quasi due millenni / 1

FullSizeRenderSi avvicina la grande festa di Febbraio, ed in attesa di poter condividere on-line i momenti salienti della colossale processione, vogliamo rendere un omaggio particolare alla Santa: pubblicheremo tutto il testo degli Atti di Sant’Agata, in duplice traduzione, italiana e (caso fin’ora apparentemente unico, almeno sulla rete) siciliana. Il nostro vuole essere non solo un contributo di devozione alla Santa, ma anche un modo per partecipare all’invito del S. Padre Francesco, che così ci ha ricordato:

La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia. È per questo che, se vogliamo capire che cosa è la fede, dobbiamo raccontare il suo percorso, la via degli uomini credenti. (Lumen Fidei, 8).

Sant’Agata era una donna fortemente e genuinamente credente, e la sua voce emerge con forza dagli Atti, tramandati da tempo immemorabile in una bella redazione latina, da sempre considerata degna di fede dalla Chiesa (pur con tutti i suoi limiti) e superiore alle fantasiose versioni greche diffuse in epoca bizantina, al punto che il suo contenuto è talora precipitato nella stessa liturgia del giorno agatino per eccellenza, il 5 Febbraio. Continue reading

I misteri di Santa Maria della Rotonda

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Chiesa della Rotonda – Ingresso.

Un ringraziamento ai sigg. M.° Salvo Domina e Marcello Maugeri per aver concesso l’uso di due immagini presenti nell’articolo (v. didascalie).

La chiesa della Rotonda, da metà Settecento ribattezzata Terme della Rotonda (benché per oltre un millennio ben altra sia stata la sua destinazione d’uso), è probabilmente il monumento più intrigante di Catania, e senza dubbio la sintesi di tutto il processo evolutivo della città, dall’epoca Romano-Imperiale ai bombardamenti della II Guerra Mondiale, da cui scampò miracolosamente. Attualmente la struttura è oggetto di imponenti lavori di scavo e restauro, operazioni che culmineranno – a fine 2015 – con la possibilità di poter leggere le relazioni di nuovi studii sulla sua struttura originale; in attesa di tali attesissimi sviluppi, non è fuori luogo fare il punto della situazione, benché in maniera molto approssimativa, riguardo quel che della Rotonda già si conosce e si apprezza.

Attualmente la chiesetta si presenta con forma sostanzialmente squadrata esternamente, e circolare internamente. Le condizioni non sono buone sia per la vetustà delle murature che per maldestri restauri “recuperativi” operati nell’immediato dopoguerra, quando fu sbancata l’area antistante già occupata dalla chiesa della Cava, letteralmente disintegrata dai bombardamenti alleati. Quel che si vede è, in breve, una sorta di collage incomprensibile e fascinoso di frammenti provenienti da epoche diverse: l’esterno apparentemente d’età imperiale, come le aree circostanti, racchiude un interno che sembra esser stato almeno rimaneggiato (se non del tutto ricostruito) in età bizantina, periodo cui appartengono anche alcuni frammenti di affresco; il resto è frutto di aggiunte posteriori: una merlatura normanna fa il paio con una porta ad ogiva (che potrebbe benissimo essere anche araba, per quanto se ne sappia, ma per alcuni è duecentesca), l’ingresso ed alcuni affreschi risalgono ad epoca successiva (rinascimentale e barocca), alcuni brandelli sono forse più vecchi di circa tre secoli, ed un’aggiunta moderna è costituita da piccole piattaforme ed opere di contenimento che rendono oggi più fruibile la struttura. Continue reading

La Chiesa dei Minoriti: un tesoro da scoprire


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La chiesa dei Minoriti, dedicata a San Michele Arcangelo, fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 con grande suntuosità, benché oggi sia uno dei monumenti meno considerati della città. Il luogo di culto sorge sulla centralissima via Entnea fra i piazza Università e piazza Stesicoro.

Il Tempio, oltre a contenere le reliquie del Beato Bartolomeo Simorilli (1595-1632), ospita rilevantissime opere d’arte, tra cui un quadro di San Michele Arcangelo, su tavola, del secolo XV, diversi quadri di Guglielmo Borremans (Anversa, 1672 – Palermo, 1744) e di Marcello Leopardi (1750-1795), nonché uno stranissimo crocifisso in marmo, opera dello scultore pontificio Agostino Penna, che per ragioni non comprensibili mostra i piedi del Cristo con un chiodo ciascuno, invece di due. Continue reading

La terrazza della Badia: una grande finestra su Catania

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La Badia di Sant’Agata, grandioso monumento collocato accanto alla Cattedrale, offre un imperdibile panorama sul centro della città di Catania, oggi accessibile al prezzo simbolico di € 3,00.

La Chiesa, opera principalmente del Vaccarini e consacrata nel 1742, dispone infatti di una quantità di terrazze collocate a livelli diversi, raggiungibili attraverso due rampe di scale distinte, da cui è possibile accedere alla migliore prospettiva possibile sull’intero centro storico. L’aspetto più fastidioso è senz’altro raggiungere la vetta, non solo per gli oltre cento gradini da salire, ma soprattutto perché l’ultima rampa, collocata sul primo terrazzo e comunicante con il tamburo della cupola, è a chiocciola e particolarmente impervia, anche se ben illuminata ed areata. Continue reading

Piazza San Francesco di Paola

paolaLa Piazza, dedicata al Santo protettore delle Due Sicilie, è la prima che incontri il turista proveniente dal porto, ed è una delle più amate dagli abitanti del quartiere Civita, il più antico della città.

Oggi la piazza non ha più il colore plurisecolare dell’ultimo Ottocento, quando per ragioni igieniche fu abbattuto il bastione rinascimentale che la separava dalla città, aprendo così l’attuale via Salvatore Calì, una delle strade percorse dalla processione di Sant’Agata. Inoltre il convento annesso alla chiesa ha subito un totale rifacimento nel primo Novecento, ed oggi si presenta irriconoscibile; è sede principale della Guardia di Finanza a Catania, in onore della quale è stato anche eretto il monumento presente al centro della piazza. A ciò va aggiunta la criminale costruzione del viadotto ferroviario (dopo il 1860), osteggiata invano dai catanesi, che ha allontanato di diverse centinaia di metri il mare, all’epoca immediatamente raggiungibile dal convento. Continue reading

La Catanesità rinnegata

IMG-20150630-WA0004«Io, Catania, tutrice dei Re, supero le città invitte, castigo le ribelli». Questo motto trecentesco, risalente alla non breve parentesi storica che vide la città dell’Elefante capitale del Regnum Siciliæ, sembra oggi un retaggio del passato, nonostante la straordinaria capacità di adattamento e d’intraprendenza dei suoi abitanti. Vi fu un tempo – anche recente – in cui essere catanesi, per nascita o per elezione, era titolo di vanto: erano gli anni di Angelo Musco, di Giuseppe De Felice Giuffrida, di Giovanni Verga, quelli di Mario Rapisardi, di Frontini, di Nino Martoglio, quei decenni in cui un catanese, il Marchese Antonino Paternò-
Castello di San Giuliano, era ministro degli esteri, e la città ospitava nientemeno che un’Esposizione Agricola, sorta di EXPO nostrano, per poi abbandonarsi lietamente alla grande stagione del Liberty, con gli architetti famosissimi Basile, Fichera, Malerba, ed il milanese “adottato”, il fiero Carlo Sada, che col pittore locale Giuseppe Sciuti immortalò un’era decorativa che ancor oggi desta meraviglia. Continue reading

Come spostarsi a Catania

amt1Gran parte dei monumenti della città di Catania sono concentrati in una area tutto sommato ristretta, il centro storico cittadino. Ciò permette di vedere quasi tutto spostandosi a piedi e facendo un uso dei bus pubblici molto limitato. Catania è pure dotata di una piccola rete metropolitana (fortunatamente in estenzione), e di una rete di autobus extraurbani. Continue reading

Raggiungere il centro dall’aeroporto di Catania

Alibus il bus per raggiungere velocemente il centro

Alibus il bus per raggiungere velocemente il centro

Dall’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania (Fontanarossa) è ormai facile per i turisti giungere al centro cittadino che è la sede della gran parte delle strutture ricettive.

L’Alibus è un autobus della locale azienda municipale dei trasporti (amt) facilmente riconoscibile che si ferma subito all’esterno del piazzale antistante il vecchio aeroporto. Lo spiazzale è facilmente riconoscibile, in quanto si trova uscendo dalla sezione arrivi e procedendo verso destra finché la nuova struttura finisce ritrovandosi davanti la vecchia coperta da foto locali e con sopra le scritte “aeroporto internazionale di Catania” e “international airport of Catania”. Continue reading

Il mistero di San Gaetano alle grotte

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Attualmente posta in piazza Carlo Alberto la chiesa di San Gaetano alle grotte ha la facciata principale esposta verso nord ovest ha preso questa denominazione  e questa dedicazione solo in età moderna dopo la canonizzazione del Santo (1671).

Oggetto del nostro approfondimento è la grotta sotto la chiesa attuale che ospita ed ha ospitato una chiesa rupestre.

Precedentemente era chiamata o Santa Maria della grotta o semplicemente la Grotta come appare chiamato il sito nelle mappe del XVI secolo[1]. Rispetto all’insediamento romano sappiamo che la zona in cui sorge il tempio era fuori dall’abitato ed usata come area cimiteriale. Una delle necropoli della città si estendeva fra l’anfiteatro (per tradizione collocato ai limiti dell’insediamento) e la vecchia tomba del poeta Stesicoro (forse individuata nelle rovine sotto il convento del Carmine). Un’altra necropoli greco-romana sorge nell’area fra l’attuale via Etnea e  le vie Androne e dottor Consoli. Altre nell’area di via sant’Euplio e Cibali. Rispetto la più tarda città medievale sappiamo che l’area di nostro interesse rimase fuori dalle mura prima del kastron bizantino poi dalla cinta muraria normanna e dalle mura di Carlo V [2]. Continue reading