La bufala dell’asfalto in Cattedrale ed il click-baiting

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La piazzola asfaltata vista da Bing Maps, nella posizione in cui si trova da svariati decenni.

Il nostro sito non costituisce testata giornalistica né si interessa minimamente di cronaca, ma quale spazio virtuale di approfondimento storico-artistico è luogo adatto a discutere i problemi, anche sociali, del rapporto tra la città e i suoi monumenti.

In prossimità delle feste agatine il click-baiting su facebook si scatena: non contenti di aver già diffamato la città più volte attraverso scandali che tali non erano (di cui alcuni sfociati, a torto o a ragione, in procedimenti penali), o di aver ingigantito situazioni prive di qualsivoglia interesse, grazie ad alcuni zelanti cronisti internauti oggi abbiamo scoperto lo “scempio” dell’asfalto sul sagrato della Cattedrale di Catania. Peccato che l’asfalto fosse già là da decenni, a memoria da almeno trent’anni, né qualcuno se ne fosse mai interessato, né esista in quel luogo un “pavimento ottocentesco” da recuperare! Quest’anno però, complice l’apertura straordinaria di una Porta Santa (prima volta nella Storia), lo zelante Arciprete, per dirla con Guareschi, ha giustamente pensato di far rattoppare il vetusto manto d’asfalto, per evitare che i penitenti si rompessero l’osso del collo. Non ci interessa qui il fatto, documentato dagli interessati, che il Comune ne fosse al corrente ed abbia partecipato ai lavori, né che – com’è ovvio – sia stata informata anche la Soprintendenza, come è stato dichiarato. Il problema è che la notizia semplicemente non esiste, non esiste lo scandalo, nessun monumento è stato violentato e nessuno si è fatto male, anzi, probabilmente qualcuno si è risparmiato qualche visita ortopedica e la Curia non dovrà pagare lauti risarcimenti per improvvise sciddicate durante le festività agatine. Invece si è dato immeritato risalto ad una Soprintendenza fin’ora  spesso latitante, che non ha neanche idea di come sia fatta la pavimentazione del principale monumento sacro cittadino, un po’ come se qualcuno Roma si svegliasse un giorno e gridasse allo scandalo per aver trovato il Colosseo mezzo crollato com’è da oltre un millennio, e ne pretendesse la ricostruzione!

Elaborazione di una delle fotografie diffuse su internet, che mostra la vecchia pavimentazione già asfaltata.

Ancora una volta, i catanesi stiano attenti a non cadere nei tranelli di chi, per fare cassa e guadagnare visibilità su internet, anche quest’anno ci ammorberà con presunti disservizi, pretese “inciviltà” che dimostrano nessuna esperienza del mondo reale e, infine, pericolosi “al lupo al lupo” su non provati torbidi che, a lungo andare, oltre a minare la credibilità di una città e di una festività degna di affetto e rispetto, pur tra tante cose da migliorare, finiscono col distogliere l’attenzione da problemi seri e assai gravi, allontanandoci dalla loro soluzione.

L. G.

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15 Comments

  1. vero l’asfalto c’era già, ma intanto era ingrigito e meno d’impatto. In ogni caso per i lavori di questo tipo va chiesto l’intervento della sovrintendenza, che non è stato chiesto. E si poteva intervenire in modo meno invasivo magari con delle resine che poi potevano esser asportate più facilmente per ripristinare la vecchia pavimentazione.

  2. A prescindere dal fatto che tutte quelle “sciddicate” dei devoti non mi risultano,ciò non significa però che il manto di asfalto di pece nera sopra quello “sbiadito” non sia semplicemente un obbririo.

  3. quindi se già in passato avevano operato uno scempio, la sua rinnovazione è assolutamente plausibile e legittima? Bene a sapersi…

  4. Ma quindi in Piazza Duomo non c’è vincolo di Soprintendenza? Perchè il nocciolo della questione sta proprio qua…Perchè ai comuni mortali si chiedono tonnellate di carte bollate ed il Comune può invece operare come meglio gli grada?

  5. PURTROPPO SONO AMAREGGIATO NELL’apprendere che il pavimento della cattedrale è così da lungo tempo. Ma non giustifica il fatto che per l’ennesima volta venga ripristinato con BITUME NERO. E non mi piace il sarcasmo del vostro giornalista che ha scritto l’articolo . Pertanto se i catanesi non si erano accorti dello scempio fatto in passato dal comune , non giustifica il fatto che per l’ennesima volta venga ripristinato, come se l’ingresso del duomo appartenesse a dei barbari, . CARO GIORNALISTA FORSE TU FAI PARTE DI QUELLI CHE LAVORANO PER IL NOSTRO CARO DINDACO?

  6. Ma infatti la Soprintendenza..? Che fine ha fatto…

  7. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bufala

    Il fatto che non sia un “ultim’ora” non ne fa una bufala.

    Consiglio veri servizi “antibufala” disponibili sui siti specializzati di maggiore rilevanza.

    Sconsiglio quelli della stessa marca dell’asfalto.
    Marca Liotru

    • La bufala invece c’è stata eccome, gentile Giuseppe: parlare di “distruzione” di un pavimento che non esiste, ed di asfaltatura compiuta negli ultimi giorni, com’è stato fatto testualmente nelle ore in cui è comparso questo contributo, era certamente improprio, e adesso – si noti, anche dopo questo articoletto – tutti hanno capito che non è stato commesso alcun crimine e che la notizia era stata esagerata. Si può discutere su come migliorare le cose, ma è un atteggiamento molto diverso dalla mistificazione, non trova? Questo almeno è ciò che crediamo.

  8. È uno scempio, e riconfermare l errore fatto 10anni fa, non giustifica la bruttezza del impatto visivo e del lavoro approssimato,ma si asfaltiamo tutta Catania.dagli errori si dovrebbe imparare

  9. Eè un colpo nell’occhio l’asfalto davanti la Cattedrale basta avere solo un pò di senso estetico

  10. livia vanwynsberghe

    Che dire, non e’ che il fatto che fosse stato asfaltato 30 anni fa, non ponga lo stesso un problema. Non avrebbe dovuto essere fatto 30 anni fa ed adesso dovrebbe essere sostituito con un pavimento piu’ appropriato. Bell’articolo comunque in generale, sotto certi aspetti avete evidenziato delle verita’ riguardo Facebook. Il “click-baiting” lo potevate evitare, parlare in italiano agli italiani rende sempre meglio comprensibili le idee!

    • Concordo con Lei, ma trovare un qualche equivalente italiano di click-baiting non è molto comune; se me ne consiglia uno, lo adopererò senz’altro in futuro. Grazie delle Sue garbate osservazioni.

  11. Mi trovo daccordo con Minotauro, sbagliare e commettere scempi una volta non da’ assolutamente autorizzazione a rifarlo. Vivevo in un paesino dove esisteva una struttura di un palazzo ducale con un arco storico del 1700. Ebbene nel tentativo di ripristinare l’arco ed il palazzo la soprintendenza ha pensato bene di coprire il tutto il cemento, rovinando la bellezza, l’esclusivita’ e la storicita’ stessa del monumento. Purtroppo il danno era stato fatto e nonostante l’intervento di un assessore e le svariate firme non si e’ potuto riportare il monumento al suo antico splendore se non in parte…. Mi chiedo… ma chi fa parte della soprintendenza se poi non ne capisce una beata mazza di beni culturali?

    • Terribile il fatto di cui parla, purtroppo comunissimo in Italia, dove le Soprintendenze sono state spesso “silenziate” politicamente negli anni dei palazzinari, ed ora faticano a riprendere il ruolo che loro attribuisce la legge. Grazie del Suo contributo.

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